Fra gli anni ’20 e i ’30 venne ammesso alla Camera delle Corporazioni, precisamente alla Corporazione degli Ingegneri, un ente a rappresentanza degli inventori.
Tutte le Corporazioni avevano un periodico, ma per distinguersi dalle anonime diciture (L’Ingegnere, L’Architetto) venne chiesto l’aiuto del cervello pensante più ammirato della nazione. Così D’Annunzio ideò il nome “Ingegni e Congegni – le attualità scientifiche”.
Con il conflitto, la testata cessò le pubblicazioni e le corporazioni vennero disciolte.
Ma l’esigenza di rappresentare gli inventori non è mai cessata, anzi con il dopoguerra e la ricostruzione fu anche maggiore. Così nel 1952 la giovane Associazione Nazionale Degli Inventori riprese il titolo e le pubblicazioni, a testimonianza che gli ingegni nazionali non smettono mai di produrre congegni prodigiosi.
